Le informazioni sono state fornite da: "Alessandra Balia, Rosalina Biggio, Maria Cabras, Pietrina Rivano.
San Maurizio
Quella di San Maurizio Martire Il Nuraghe delle piane è senza dubbio la festa più importante che abbia luogo a Calasetta. Si celebra il 22 settembre, giorno che il calendario dedica appunto a questo Santo. Fu il vescovo di Iglesias, il piemontese Ignazio Gautier, a scegliere S.Maurizio quale patrono di Calasetta nel 1773, rendendo omaggio in quel modo anche all'Ordine Mauriziano che aveva guidato e sostenuto l'opera di colonizzazione del territorio Calasettano.
A San Maurizio fu anche dedicata la chiesa parrocchiale ultimata nel 1839, e pare che proprio il 22 settembre di quello stesso anno si celebrasse solennemente la prima festa.
Il momento culminate è rappresentato ancora oggi alla processione serale, alla quale partecipa in pratica tutta la popolazione. Inizia con un numeroso gruppo di giovani a cavallo vestiti da legionari romani, che rappresentano i cavalieri della Legione Tebana, compagni di Maurizio, fatti uccidere perché cristiani. Seguono, dietro il proprio stendardo, tutte le associazioni religiose parrocchiali, ultima quella intitolata a San Maurizio. Un gruppo di ragazzi indossa la tunica bianca con fascia rossa, come usavano un tempo gli aderenti a quella confraternita. Seguono altri giovani vestiti con l'abito dei cavalieri dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro ed altri ancora in abiti d'epoca, che rappresentano i Tabarchini e i Piemontesi che diedero origine alla popolazione di Calasetta. Alla processione partecipano le autorità civili col gonfalone del Comune e la banda musicale "G.Puccini".
San Giovanni
La notte tra il 23 e 24 giugno era tradizione che Calasetta fosse illuminata da grandi falò che venivano accesi un pò ovunque e che rischiaravano le strade a coloro che andavano alla ricerca delle erbe che avevano virtù benefiche.
La notte di San Giovanni era considerata una notte di prodigi e di pronostici. Si potevano sentire parlare i buoi, vedere salire l'acqua nei pozzi, conoscere come guarire il malocchio e come curare altre malattie e si potevano fare pronostici sulle amicizie. La ragazza da marito poteva conoscere il nome del futuro sposo, si poteva conoscerne la professione e la condizione economica. I ragazzi che non si erano ancora dichiarati alla propria bella, saltavano insieme con lei i resti del falò e al termine del comparatico le buttavano un seno una manciata di chicchi di grano misti a sale e prezzemolo tritato.
Ancora oggi la notte di S.Giovanni si festeggia in versione riveduta e corretta ma sempre di grande richiamo per tutti i calasettani.
Madonna delle Grazie
Il 2 luglio si celebra la festa più che secolare della Madonna delle grazie, il cui simulacro risulta presente nella Parrocchiale almeno dal 1848. Da alcuni anni gli abitanti del vicino centro di Sant'antioco hanno ripreso l'antica consuetudine del pellegrinaggio notturno, lungo i 10 km. Che li separano da Calasetta, per partecipare alla celebrazione eucaristica dell'aurora. Diversi decenni fa venivano accolti nelle prime case del paese perché si ristorassero e si ripulissero prima di raggiungere la chiesa.
Cristo RE
Era un'occasione di integrazione fra le due popolazioni sarda e tabarchina, così come dal 1935 lo è stata la festa di Cristo Re che l'ultimo lunedě di agosto si celebra a Cussorgia, frazione di Calasetta sorta a metà dell'ottocento, grazie all'insediamento di famiglie sarde, alcune delle quali di origine antiochense.
Il Carnevale Calasettano
Il tempo è solitamente sereno, cadendo l'inizio del carnevale il 17 gennaio nel periodo noto come "le secche di Gennaio". Era usanza locale andare in campagna e sugli scogli a consumare all'aperto il pranzo a base di ricci di mare che tagliati e sciacquati nell'acqua di mare, venivano mangiati con pane casereccio intonando il canto classico "u dissette de Zenò" (il 17 gennaio) fatto di strofette inventate al momento come gli stornelli o i "trallallera" campidanesi. Chi passava in tale giorno per le campagne e scogliere poteva udire tutto il repertorio di canzoni tradizionali tabarchine e di quelle (italiane) entrate a far parte del folklore calasettano. In serata le comitive si scioglievano non prima di aver fatto "a riunda" nei crocicchi delle strade e in piazza. Da qualche anno La Pro Loco, con il patrocinio del Comune organizza, l'ultima domenica di carnevale, una sfilata di carri allegorici che riscuote un notevole successo vedendo la partecipazione di gruppi provenienti anche dai comuni limitrofi.
Le Serenate
Sono due i gruppi che le fanno abitualmente. Un gruppo fa capo a Peppino Prevettu (Giuseppe Leinardi), e l'altro ha come leader Frisc-eu (Salvatore Fulgheri). Al primo spetta il merito di aver rilanciato con successo la consuetudine delle serenate, al secondo va il plauso per averle rinnovate con sue canzoni dialettali inedite che gli hanno procurato una menzione nell'antologia dei Poeti Liguri del Novecento curata da Fiorenzo Toso dell'Università di Genova. Le serenate non si fanno alla persona amata, ma per un antico e radicato bisogno di cantare dei Calasettani. Si canta semplicemente per cantare. Questo avviene soprattutto durante le calde notti estive, quando i gruppi passeggiano per le vie, appunto, cantando accompagnati da un dolce arpeggio di chitarra. Capita che s'illumini più d'una finestra e si affacci qualcuno per ascoltare. A volte qualche turista estasiato è uscito in pigiama e ha seguito il gruppo rapito dalla romantica melodia. Persino la Rai si è interessata a quest'usanza. L'Amministrazione Comunale, con apposita ordinanza, ha regolamentato e di fatto legittimato e garantito questa bella tradizione.
San Maurizio
Quella di San Maurizio Martire Il Nuraghe delle piane è senza dubbio la festa più importante che abbia luogo a Calasetta. Si celebra il 22 settembre, giorno che il calendario dedica appunto a questo Santo. Fu il vescovo di Iglesias, il piemontese Ignazio Gautier, a scegliere S.Maurizio quale patrono di Calasetta nel 1773, rendendo omaggio in quel modo anche all'Ordine Mauriziano che aveva guidato e sostenuto l'opera di colonizzazione del territorio Calasettano.
A San Maurizio fu anche dedicata la chiesa parrocchiale ultimata nel 1839, e pare che proprio il 22 settembre di quello stesso anno si celebrasse solennemente la prima festa.
Il momento culminate è rappresentato ancora oggi alla processione serale, alla quale partecipa in pratica tutta la popolazione. Inizia con un numeroso gruppo di giovani a cavallo vestiti da legionari romani, che rappresentano i cavalieri della Legione Tebana, compagni di Maurizio, fatti uccidere perché cristiani. Seguono, dietro il proprio stendardo, tutte le associazioni religiose parrocchiali, ultima quella intitolata a San Maurizio. Un gruppo di ragazzi indossa la tunica bianca con fascia rossa, come usavano un tempo gli aderenti a quella confraternita. Seguono altri giovani vestiti con l'abito dei cavalieri dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro ed altri ancora in abiti d'epoca, che rappresentano i Tabarchini e i Piemontesi che diedero origine alla popolazione di Calasetta. Alla processione partecipano le autorità civili col gonfalone del Comune e la banda musicale "G.Puccini".
San Giovanni
La notte tra il 23 e 24 giugno era tradizione che Calasetta fosse illuminata da grandi falò che venivano accesi un pò ovunque e che rischiaravano le strade a coloro che andavano alla ricerca delle erbe che avevano virtù benefiche.
La notte di San Giovanni era considerata una notte di prodigi e di pronostici. Si potevano sentire parlare i buoi, vedere salire l'acqua nei pozzi, conoscere come guarire il malocchio e come curare altre malattie e si potevano fare pronostici sulle amicizie. La ragazza da marito poteva conoscere il nome del futuro sposo, si poteva conoscerne la professione e la condizione economica. I ragazzi che non si erano ancora dichiarati alla propria bella, saltavano insieme con lei i resti del falò e al termine del comparatico le buttavano un seno una manciata di chicchi di grano misti a sale e prezzemolo tritato.
Ancora oggi la notte di S.Giovanni si festeggia in versione riveduta e corretta ma sempre di grande richiamo per tutti i calasettani.
Madonna delle Grazie
Il 2 luglio si celebra la festa più che secolare della Madonna delle grazie, il cui simulacro risulta presente nella Parrocchiale almeno dal 1848. Da alcuni anni gli abitanti del vicino centro di Sant'antioco hanno ripreso l'antica consuetudine del pellegrinaggio notturno, lungo i 10 km. Che li separano da Calasetta, per partecipare alla celebrazione eucaristica dell'aurora. Diversi decenni fa venivano accolti nelle prime case del paese perché si ristorassero e si ripulissero prima di raggiungere la chiesa.
Cristo RE
Era un'occasione di integrazione fra le due popolazioni sarda e tabarchina, così come dal 1935 lo è stata la festa di Cristo Re che l'ultimo lunedě di agosto si celebra a Cussorgia, frazione di Calasetta sorta a metà dell'ottocento, grazie all'insediamento di famiglie sarde, alcune delle quali di origine antiochense.
Il Carnevale Calasettano
Il tempo è solitamente sereno, cadendo l'inizio del carnevale il 17 gennaio nel periodo noto come "le secche di Gennaio". Era usanza locale andare in campagna e sugli scogli a consumare all'aperto il pranzo a base di ricci di mare che tagliati e sciacquati nell'acqua di mare, venivano mangiati con pane casereccio intonando il canto classico "u dissette de Zenò" (il 17 gennaio) fatto di strofette inventate al momento come gli stornelli o i "trallallera" campidanesi. Chi passava in tale giorno per le campagne e scogliere poteva udire tutto il repertorio di canzoni tradizionali tabarchine e di quelle (italiane) entrate a far parte del folklore calasettano. In serata le comitive si scioglievano non prima di aver fatto "a riunda" nei crocicchi delle strade e in piazza. Da qualche anno La Pro Loco, con il patrocinio del Comune organizza, l'ultima domenica di carnevale, una sfilata di carri allegorici che riscuote un notevole successo vedendo la partecipazione di gruppi provenienti anche dai comuni limitrofi.
Le Serenate
Sono due i gruppi che le fanno abitualmente. Un gruppo fa capo a Peppino Prevettu (Giuseppe Leinardi), e l'altro ha come leader Frisc-eu (Salvatore Fulgheri). Al primo spetta il merito di aver rilanciato con successo la consuetudine delle serenate, al secondo va il plauso per averle rinnovate con sue canzoni dialettali inedite che gli hanno procurato una menzione nell'antologia dei Poeti Liguri del Novecento curata da Fiorenzo Toso dell'Università di Genova. Le serenate non si fanno alla persona amata, ma per un antico e radicato bisogno di cantare dei Calasettani. Si canta semplicemente per cantare. Questo avviene soprattutto durante le calde notti estive, quando i gruppi passeggiano per le vie, appunto, cantando accompagnati da un dolce arpeggio di chitarra. Capita che s'illumini più d'una finestra e si affacci qualcuno per ascoltare. A volte qualche turista estasiato è uscito in pigiama e ha seguito il gruppo rapito dalla romantica melodia. Persino la Rai si è interessata a quest'usanza. L'Amministrazione Comunale, con apposita ordinanza, ha regolamentato e di fatto legittimato e garantito questa bella tradizione.