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CARATTERISTICHE DEL PERCORSO:

mappa interattiva in Gmaps

difficoltà bassa, adatta a tutte le età, anche con bambini sul passeggino. Si percorre a piedi con un dislivello massimo di 30 metri. Distanza percorsa prevista 2 km, tempo di percorrenza minimo 1 ora. Consigliate scarpe comode. Lungo il percorso in pieno paese ci si può fermare per riposare, per rifocillarsi, per un caffè o uno snack. Tra le vie di case bianche e azzurre si avrà la possibilità di scattare meravigliose fotografie di panorami incantevoli. Iniziamo la nostra passeggiata alla scoperta degli edifici storici di Calasetta dalla piazza Belly la piazza è dedicata a Pietro Belly, sottotenente del regno Sabaudo e promotore delle miniere sarde.

piazza Belly Calasetta

Al centro della piazza campeggia la statua in bronzo del milite ignoto. Lo scultore che si impegnò alla realizzazione dell’opera, nel 1927, era Torquato Tamagnini di Roma, il soggetto era il soldato in vedetta. il palazzo comunale capeggia al centro della piazza, edificato nell’ottocento,  venne ampliato e ristrutturato nel secondo decennio del 1927, quando fu inserito anche l’orologio. Nel 31 nella piazza furono smantellate le rocce piatte che seguivano il naturale declivio della collina e sistemati i lastroni in granito sardo che troviamo ancora oggi. Lasciamo la piazza scendendo i pochi gradini per imboccare via Marconi, lastricata in porfido, in direzione porto; raggiungiamo subito via Umberto, lastricata in marmo bianco, e la imbocchiamo svoltando a sinistra.


Ecco che davanti a noi compare, imponente, la Chiesa di San Maurizio 

chiesa San Maurizio Calasetta

A pianta accentrata e sormontata da una cupola e da due torrette campanarie che ancor oggi nell’insieme le conferiscono un aspetto orientaleggiante, la chiesa inizialmente fu ornata all’interno con materiale marmoreo proveniente dall’antica chiesetta della tonnara di Calasapone e con un mosaico romano rinvenuto in una località prossima all’abitato. La chiesa parrocchiale di Calasetta fu costruita tra il 1837 ed il 1839 anno in cui fu consacrata ed aperta al culto,  su progetto dell’architetto Pinna che operava in Cagliari e ad opera di maestranze di Carloforte coadiuvate da volontari locali. Le opere pittoriche di trompe-l’oeil e l’affresco raffigurante una scena di pesca sul muro del coro proprio sopra l’ingresso, sono state realizzate all’epoca dell’ampliamento avvenuto nel 1956, e sono del pittore espressionista tedesco Jorg Schrayogg. La chiesa è dedicata a San Maurizio Martire in ricordo dell’ordine Mauriziano che nel Settecento guidò e sostenne l’insediamento della nuova popolazione nell’isola di Sant’Antioco. La festa del Patrono si celebra il 22 settembre.


Lasciamo la chiesa e percorriamone il perimetro sul lato sinistro. Subito lo sguardo viene proiettato verso il mare, e sullo sfondo l’isola di San Pietro.


Scogli di Elisabetta, Calasetta, Carbonia-Iglesias, Sardinia, Italy, Europe

Raggiungiamo il Lungomare Genova e quello che ci troviamo davanti è uno scorcio spettacolare di mare blu, ci troviamo allo Scoglio di Elisabetta. E’ un luogo balneare ideale per godere del primo caldo sole e della freschezza del mare. Comodo da raggiungere è un accesso al mare sicuro per frequentatori di tutte le età. Dirigendo lo sguardo  verso il porto ci troviamo a Punta paese.  Luogo panoramico e caratterizzato da scogli di trachite. Prima della costruzione del mattatoio questo luogo era utilizzato per la macellazione del bestiame che arrivava vivo con la littorina. I vecchi raccontano che quando questo avveniva spesso si potevano pescare i granchi e le aragoste che risalivano dal mare per cibarsi degli scarti della macellazione.  


La croce


Dedicata ai caduti in mare. Prima in legno,  fu distrutta da un fulmine e ricostruita in cemento. Sembra che ai suoi piedi anticamente ci fosse il cimitero, utilizzato dai primi coloni appena insediati dopo il 1770.  


Museo d’arte contemporanea Calasetta – Fondazione Macc


Costruito in epoca fascista era il mattatoio comunale. Erano presenti  una stalla di sosta, una sala di macellazione 6×6, un tavolo di marmo per la macellazione e uno stanzino uso ufficio. Ristrutturato con fondi europei, Oggi sede del museo di arte contemporanea,  ospita mostre e concerti, e la collezione permanente di Ermanno Leinardi (1933-2006). Pittore calasettano di fama internazionale.  


Torre Sabauda.


La torre di Calasetta fu costruita tra il mese di marzo 1756 ed il mese di giugno 1757, in piena epoca sabauda prima della fondazione di Calasetta (1770). era vedetta militare e fortezza.  Costruita con trachite locale per le mura e tufo di Carloforte,  più leggero, per la volta del secondo piano. é  perfettamente conservata. Presenta alla base un diametro di circa m. 9 e un’altezza di circa m. 12; lo spessore dei muri perimetrali varia da m. 070 in alto, a m. 2.80 in basso. L’ingresso originario è situato a circa m. 5 dal suolo. L’interno, arieggiato e illuminato da feritoie (oggi ne rimane una, le altre sono state trasformate in vere e proprie finestre), risulta suddiviso in tre vani: un ampio ingresso semicircolare, che comunica con due locali retrostanti ampi la metà del precedente. Una scala in muratura, ricavata all’interno dello spessore della parete, consente l’accesso alla terrazza (piazza d’armi). Oggi ospita un museo archeologico a piano terra grazie alla collezione Armeni,  e al piano superiore si svolgono cerimonie e mostre.  Mozzafiato la vista che si gode dal tetto panoramico.


Porticciolo turistico   Nei primi anni ’20 iniziano le trattative per la realizzazione di un pontile d’approdo da parte dell’impresa Durando & Tommasini. I lavori iniziarono il 29 agosto del 1923 e ne fu fissato il termine per l’anno successivo per un totale di lire 135.000. Costruito in epoca fascista,  prima era una spiaggia. La sua forma a mezzaluna lo rende un porto sicuro e protetto da tutti i venti.  


Stazione ferroviaria


Oggi civile abitazione e il piazzale retrostante è ancora il capolinea della linea extraurbana arst.  Fino a pochi decenni fa era il capolinea della ferrovia meridionale sarda,  Le origini della ferrovia del Sulcis risalgono agli anni dieci del Novecento e venne sfruttata per i collegamenti commerciali e minerari fino agli anni 70.  


Vecchia cantina


La Cantina di Calasetta nasce nel lontano 1932 su iniziativa di un gruppo di 13 contadini calasettani che, superate le diffidenze reciproche, decisero di svolgere insieme l’attività di raccolta e lavorazione delle uve dei soci, al fine di produrre un vino di qualità costante da commercializzare nel mercato. Fino agli anni ’50 del secolo scorso, la cooperativa si avvalse di pochi beni in più rispetto a quelli inventariati all’atto della sua costituzione (i magazzini e gli altri locali utilizzati per le lavorazioni erano in affitto).  


Scuola elementare


Negli anni del fascio si giunge alla realizzazione dell’edificio scolastico, tuttora esistente, costruito e arredato ex novo nel 1933; nella vicina frazione di Cussorgia era presente la scuola rurale Oggi ospita la scuola media con  ambienti ampi e soffitti altissimi.  


Asilo Passeroni


Ha ospitato l’asilo e l’orfanotrofio,  era gestito dalle suore ed è stato intitolato al benefattore che nel 1934 donò gli arredi. La struttura è rimasta per lunghi anni abbandonata, e la presenza del mezzo busto in marmo raffigurante il benefattore Passeroni e vari arredi, conferivano un aspetto spettrale alla struttura . Oggi ospita la casa di riposo comunale  


Attuale Cantina sociale


E’ nei primi anni ’50 che si è proceduto alla progettazione e alla realizzazione dello stabilimento produttivo i cui lavori sono stati ultimati nel 1954. Con la realizzazione dello stabilimento è aumentato il numero dei soci e, conseguentemente, la quantità delle uve conferite e i volumi di produzione del vino. La struttura della cantina, concepita originariamente per trattare, sulla base delle conoscenze tecniche e tecnologiche del tempo, modeste quantità di prodotto, ha costituito, in un orizzonte temporale di oltre settant’anni, oggetto di vari interventi di adeguamento, ampliamento e di  ammodernamento, fino ad assumere la configurazione attuale situata all’ingresso del centro abitato di Calasetta. La peculiarità architettonica dell’enopolio è data dalle due imponenti torri Vinarie concepite sulla base del progetto dell’enologo Emilio Sernagiotto, originario di Casteggio (Pavia), che al settore enologico ha proposto molte innovazioni: tra cui, appunto, il brevetto della Torre Vinaria e quello della Termovinificazione.  Oggi la Cantina si è ulteriormente rinnovata con importanti investimenti per il miglioramento qualitativo del vino prodotto.   Ospita inoltre un museo di attrezzature antiche per la lavorazione dell’uva e la produzione del vino.     Grazie per aver visitato virtualmente Calasetta!! Ora non resta che visitarla dal vivo! Ti aspettiamo!